lunedì 6 agosto 2018

Archeologia, scoperte le tombe di Remochetni e Baqet II in Egitto

Ph: ministry of antique

Nuove scoperte in Egitto

Archeologia – Una missione archeologica egiziana-australiana del Macquarie University, guidata dal dott. Naguib Kanawati, ha scoperto due prestigiose  camere sepolcrali databili al Medio Regno. Le sepolture appartenevano a due membri importanti della casta egizia: Remochetni e Baqet II.
Il rinvenimento è stato effettuato durante i lavori di pulizia  dei cunicoli  delle  tombe dei due personaggi, nella necropoli di  Beni Hassan, nella frazione di El-Minya.
Il Dott. Mostafa Waziri, segretario generale del consiglio supremo delle antichità, ha  spiegato che la missione archeologica ha iniziato gli scavi nel 2009, ed è riuscita a scoprire queste camere di sepoltura durante l’ultima settimana della sua attuale stagione archeologica.
Il Dott. Ayman Ashmawi, capo dell’antico settore delle antichità egiziane, ha aggiunto che la sepoltura di Remochetni è posta a 17.5 metri di profondità.
Il cunicolo porta ad  una camera con un secondo corridoio che conduce ad una sepoltura a 3 metri di profondità. Si tratta di  una camera vuota con pianta rettangolare, probabilmente usata per la posatura del sarcofago,  presumibilmente rimosso dall’egittologo britannico “Percy E Newberry” che ha lavorato a Beni Hassan durante la fine del XIX secolo.
Il Dott. Ashmawi ha fatto notare che la camera di sepoltura ha due piccole camere laterali posti agli angoli orientali, mentre ad ovest sono stati trovati un certo numero  di contenitori alimentari fatti di argilla.
Gamal Elsemestawy, direttore generale del Dipartimento di antichità del medio Egitto,  ha riferito che la missione ha scoperto anche la parte superiore della camera di sepoltura di Baqet II oltre al ritrovamento di altre camere unilaterali.
Queste possiedono lo stesso design architettonico delle camere di sepoltura trovate nella tomba di Remochenti.
La missione ha trovato anche pitture parietali che raffigurano policrome scene, in  buone condizione di conservazione oltre che un certo numero di vasi di ceramica.
Il Dott. Naguib Kanawati capo del misssione ha riferito che dato che la missione archeologica è ormai giunta al termine, è stato bloccato l’ingresso delle camere con delle macerie per proteggere il ritrovamento.
La missione riprenderà a gennaio 2019 al fine di pulire, restaurare e studiare i quadri murali oltre che documentare pienamente i pozzi e le sue camere di sepoltura.
articolo vivicentro.it

sabato 4 agosto 2018

Scoperta archeologica. Pompei, riaffiora la domus del proconsole Nonio Balbo

Ph: Facebook. Casa di Nonio Balbo

Ancora meraviglie dalla Regio V

Pompei – La Regio V non smette di regalare agli appassionati di archeologia nuovi elementi che come piccoli parti di puzzle vanno ad incastrarsi a quelle già riaffiorate.
L’ultima clamorosa scoperta è stata la restituzione di una domus , denominata “vintage”, mentre il nome ufficiale è Domus Iovis, la Casa di Giove.
Massimo Osanna, il direttore del sito archeologico di Pompei racconta a IlMattino così la sensazionale scoperta:
“Una domus con decori “vintage in I stile, il cui proprietario doveva essere facoltoso e colto, conscio del valore di pitture già allora centenarie”.
 Secondo le prime indagini, la domus apparterrebbe al proconsole Marco Nonio Balbo, che decise d decorare la propria dimora con con il I Stile, quindi ambienti con uno stile vintage rispetto all’epoca in cui visse, mentre per le stanze private scelse decori in voga per l’epoca.
Un po’ di notizie su Balbo: Marcus Nonius Balbus nato a Nuceria Alfaterna, nel I secolo a.C.; deceduto ad Ercolano, I secolo a.C. fu  un politico romano, cavaliere e proconsole.
Fu pretore e proconsole della provincia di Creta e di Cirene, tribuno della plebe nel 32 a.C. e partigiano di Ottaviano (27 a.C.-14 d.C.).  Nonio Balbo fu un potente e ricco mecenate per la città di Ercolano , finanziando restauri e costruendo anche molti edifici pubblici.
l’importanza della figura politica romana si evince anche dalle numerose statue dedicate alla sua persona dopo la sua dipartita.
Nei pressi della dimora (Vicolo dei balconi, Regio V) sono stati rinvenuti anche i resti di un letto, una scena agreste e un nuovo ambiente decorato.
Articolo vivicentro.it

Scoperta archeologica: San Gimignano, riaffiorano parti di una villa romana

Ph: Facebook comune San Cimignano. Villa romana di Aiano

Riaffiora dalla terra 150 metri quadri di villa romana

Durante la campagna di scavi condotta con 30 studenti provenienti dalle università belghe e italiane sotto la direzione del professor Marco Cavalieri, sono emerse interessanti evidenze archeologiche.
Resti di pittura parietale, appartenenti a delle ville romane, sorgono dal terreno.
Durante la dodicesima campagna di scavo realizzata in collaborazione tra l’Università di Lovanio (Belgio) ed il Comune di San Gimignano sono emersi 150 metri quadri della villa romana e recuperando nuovi dati utili alla ricomposizione storico-archeologica del sito e dell’intera Valdelsa tra tarda Antichità ed alto Medioevo.
Lo scavo archeologico è stato correlato dalla realizzazione di diversi rilievi tramite fotogrammetria con drone e laser-scanner che, nell’inverno prossimo, saranno oggetto di rielaborazione da parte del CNRITABC di Roma al fine di una ricostruzione 3D del sito.
Le ultime scoperte per ordine di tempo, si tratterebbe di frammenti di affreschi, databili tra il IV e il V secolo d.C., imitanti vere specchiature marmoree, sono stati rinvenuti a decorazione delle pareti di una delle stanze della villa romana di Aiano, nel territorio di San Gimignano (Siena).
Si è anche proseguito con un secondo intervento di restauro al mosaico che decora la sala centrale della villa, in vista di una sua futura apertura al pubblico.
articolo vivicentro.it

giovedì 2 agosto 2018

Archeologica, trovata un’antica caupona lungo la Via Appia sono i resti divia-appia-antica-2 Foto Facebook di Tonino Santucci Nuceriola?

via-appia-antica-2 Foto Facebook di Tonino Santucci

Ancora scoperte lungi Via Appia, è forse l’antica Nuceriola

Archeologia – La nuova scoperta arriva da un’equipe di Archeologi dell’Università di Salerno guidata da Alfonso Santoriello, docente di Archeologia del paesaggio.
Secondo le nuove riscontrante, sarebbe sorta dalla terra durante gli scavi un tratto di strada della Via Appia, un’antica strada che collegava Roma a Brindisi.
Secondo quanto dichiara a Repubblica Santoriello sul tratto di strada è lungo circa 14 metri e risale al terzo secolo a. C.:
“Sicuramente è un pezzo dell’Appia antica Costeggiava un abitato, all’interno del quale abbiamo rinvenuto un importante quartiere artigianale che si estende per 400 metri quadrati, databile tra il primo secolo avanti e il primo dopo Cristo“.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, il sito potrebbe essere stato non solo un’antica stazione di sosta chiamata dai romani Caupona (Per il viaggiatore comune erano disponibili infatti le cauponae, sorta di aree di servizio che andarono a costituire una rete privata lungo le strade romane, sorgendo spesso nei pressi delle mansiones.), ma anche un piccolo centro abitativo.
Fra le prime ipotesi è stata avanzata l’idea che ciò che è emerso sia quello che rimane di Nuceriola, scalo principale dell’Appia prima di Beneventum.
Nella stessa area di scavo, nel 2016 fu ritrovata un’epigrafe risalente al 42 a.C. riportante la ricostruzione di un “censorium”, un tipo di edificio governativo.
Santoriello ha deciso di istituire una campagna crowfunding, al fine di supportare economicamente le attività svolte  nella zona dagli archeologi, infatti una continua attività sul campo potrebbe  portare a nuove scoperte e quindi allo scioglimento dei dubbi iniziali.
Articolo su vivicentro.it

mercoledì 1 agosto 2018

Terme di Diocleziano, un viaggio nel tempo in 3D

Terme di Diocleziano Roma. Picture found on Flickr, and was created by Antmoose / Anthony M

Le Terme di Diocleziano in 3D

Dal 2 agosto le Terme di Diocleziano  apriranno ai turisti un nuovo percorso in 3D che permetteranno al pubblico di ammirare il monumento,  sede del Museo Nazionale Romano, esattamente come appariva nel IV secolo d.C..
Come un viaggio nel tempo sarà possibile ammirare gli  immensi spazi architettonici, gli elaborati pavimenti coperti da mosaici e da marmi policromi, i particolari giochi di acqua delle fontane e le eleganti figure sulle pitture parietali.
Il tutto sarà reso possibile da una innovativa tipologia di audio-video-guida fornita dal CNR: uno speciale visore VR, dotato al suo interno di uno smartphone con uno specifico software, che offre agli occhi la ricostruzione 3D a 360 gradi degli spazi visitabili dell’antico complesso delle Terme.
Cliccando un semplice pulsante l’apparecchio riprodurrà gli ambienti in cui il pubblico si trova con una prospettiva che copre tutto lo spazio visivo, dando anche una breve descrizione audio.
Qualche notizia in più:
Le Terme di Diocleziano (Thermae Diocletianae), le più grandi Terme della Roma antica, furono iniziate nel 298 dall’imperatore Massimiano, nominato Augustus dell’Impero romano d’Occidente da Diocleziano, e aperte nel 306, dopo l’abdicazione di entrambi. Si trovavano tra le attuali piazza della Repubblica, piazza dei Cinquecento, via Volturno e via XX Settembre, in un’ampia area in cui sono ancora conservati cospicui resti.
Nel 2013 il circuito museale del Museo nazionale romano è stato il ventunesimo sito statale italiano più visitato, con 247 795 visitatori e un introito lordo totale di 909 016,50 Euro.
Le terme furono costruite per servire i popolosi quartieri del Quirinale, Viminale ed Esquilino, e per la loro realizzazione fu smantellato un intero quartiere, con insulae ed edifici privati regolarmente acquistati e con lo sconvolgimento della viabilità preesistente.

martedì 31 luglio 2018

Scoperta archeologica - si tratta del reliquario contenenti le spoglie degli apostoli?

Nuove teorie sul reliquario in pietra, forse conteneva le spoglie di Pietro e Andrea.

Ph: reliquary jesus disciples apostles peter andrew philip archaeology-dr-mordechai-aviam-michael-philips-twitter
Scoperta archeologica - Una scoperta che desta stupore è un reliquario  in pietra, ritrovato sulla riva settentrionale del Mare di Galilea.
Secondo gli archeologi del Centro per lo Studio dell’Antico Ebraismo e delle Origini Cristiane e del Nyack College, reliquiario avrebbe contenuto le spoglie di tre apostoli.
Lo scavo archeologico dello scorso anno nell’area interessata dalla scoperta, aveva portato alla luce i resti di un villaggio, identificato dagli studiosi come l’antico sito di pescatori di Betsaida.
Il villaggio dei pescatori è menzionato nel Nuovo Testamento come patria degli apostoli.
Gli archeologi portarono alla luce tracce di edifici romani sotto una chiesa bizantina che in base ai resoconti di un pellegrino dell’epoca venne costruita sulla casa di Pietro e Andrea.
La scoperta sembra aver dato credito ad un resoconto di un pellegrinaggio compiuto da un cristiano di nome Willibald, che visitò la zona nell’anno 725 d.C. e annotò di aver visitato una chiesa a Betsaida costruita sulla casa di Pietro e Andrea.
Il rinvenimento di manufatti di epoca romana quindi porrebbe fine alle prime teorie elaborate in cui si credeva che il sito precedentemente fosse sommerso dall’acqua.
Il dottor R. Steven Notley del Nyack College, a proposito dello scavo ha commentato:
“Gli scavi attuali hanno dimostrato al di là di qualsiasi dubbio che il sito di el-Araj era abitato nel periodo romano e non era ricoperto d’acqua come hanno dichiarato gli archeologi di et-Tell”.
“Visto che l’insediamento è situato tra et-Tell e il Mare di Galilea, abbiamo rinforzato la nostra affermazione per la quale el-Araj è il candidato principale ad essere il villaggio di pescatori di Betsaida, patria degli apostoli. Non solo abbiamo scoperto edifici e artefatti di quel periodo, ma abbiamo anche dissotterrato altre prove di una chiesa bizantina successiva, che secondo i pellegrini era stata costruita sopra la casa di Pietro e Andrea”
Ciò che desta stupore tra le scoperte effettuata nella campagna di scavo di quest’anno è una cassa di pietra rinvenuta nei pressi della chiesa bizantina, che secondo gli archeologi potrebbe aver contenuto le reliquie degli apostoli.
Secondo il  comunicato stampa diffuso dagli archeologi che presiedono la campagna di scavo, si tratterebbe di:
“Un grande blocco di basalto, dal peso di circa 300 kg, con tre cavità intagliate. Potrebbe essere stato usato come reliquiario in una chiesa, forse quella descritta da Willibald. Se così fosse, potrebbe aver contenuto le reliquie degli apostoli sotto l’altare della chiesa”.
La spedizione archeologica continua, i cercherà di far luce su questo nuovo mistero posto agli studiosi dalla Storia.

Articolo su vivicentro.it

sabato 21 luglio 2018

Tanti Auguri Alessandro Magno



"Lo farei se fossi Parmenione; ma io sono Alessandro, e come il cielo non contiene due soli l'Asia non conterrà due re."


Auguri Alessandro Magno - 20/21 luglio 356 a.C.


Bust of Alexander the Great, Ny Carlsberg Glyptotek

Scoperta a Cuma una tomba del II a.C. con pitture parietali raffigurante un banchetto

Un banchetto per l’eternità sulle pareti della tomba del II a.C. scoperta a Cuma Campi Flegrei scoperta Tomba del II a.C a Cuma. Ph: fa...